Le 50 migliori copertine di album di tutti i tempi

Le copertine degli album hanno sempre avuto un ruolo importante nel nostro modo di percepire la musica. Prima che i servizi di streaming e i download digitali diventassero la norma, il primo incontro con un album avveniva attraverso la sua copertina. Ne anticipava l'atmosfera, lasciava intuire le storie raccontate dalla musica e, a volte, arrivava persino a influenzare la cultura pop.
Nell'era digitale, dominata dalle piattaforme visive, le migliori copertine di album di tutti i tempi continuano ad avere un ruolo di rilievo, offrendo ai fan uno scorcio sulla visione dell'artista e sullo spirito del disco. Oggi che le immagini hanno più forza che mai, riscoprire queste copertine iconiche è un'esperienza che unisce nostalgia e ispirazione.
Qui esploriamo le storie dietro le copertine che hanno segnato intere generazioni e superato la prova del tempo.
1. The Velvet Underground and Nico, ‘The Velvet Underground & Nico’ (1967)
Questo celebre disegno di una banana firmato Andy Warhol è diventato subito un simbolo culturale. Il CD originale aveva un adesivo con la scritta «sbuccia lentamente e guarda» che, una volta rimosso, rivelava una banana color carne. È senza dubbio una delle migliori copertine di album di tutti i tempi, perché unisce arte, musica e ironia.
2. The Beatles, ‘Abbey Road’ (1969)
Una copertina così iconica da fermare ancora il traffico. Ogni giorno i fan ricreano questa famosa foto sulle strisce pedonali davanti agli Abbey Road Studios. È la prima copertina della band a non riportarne il nome, eppure la sua fama resta ineguagliabile.
3. Patti Smith, ‘Horses’ (1975)
Horses è celebrato non solo per l'incontro tra la scrittura letteraria di Smith e il punk rock, ma anche per la straordinaria forza visiva della sua copertina. Il ritratto di Smith, scattato da Robert Mapplethorpe, è stato definito dalla critica Camille Paglia una delle migliori fotografie di una donna mai realizzate. Tutti questi elementi rendono questa copertina una delle più belle di sempre.
4. The Notorious B.I.G., ‘Ready to Die’ (1994)
In contrasto con i temi adulti dei testi, la copertina presenta un Biggie in versione neonato, simbolo di innocenza. Questo accostamento ripercorre con grande efficacia il suo cammino, sottolineando come un mondo pieno di difficoltà possa plasmare una mente giovane e influenzabile.
5. Led Zeppelin, ‘Led Zeppelin’ (1969)
Questa foto in bianco e nero, che ritrae il terribile disastro dell'Hindenburg, è l'introduzione perfetta al rivoluzionario album d'esordio dei Led Zeppelin. Resta un'immagine iconica del rock, che la si interpreti come un richiamo alla carica esplosiva del disco o come un controverso sfruttamento di una tragedia reale.
6. Pink Floyd, ‘The Dark Side of the Moon’ (1973)
La semplicità nella sua forma migliore. Questa copertina iconica, con la luce che attraversa un prisma e si scompone in uno spettro di colori, è stata ideata per rappresentare sia le luci dei concerti della band sia i temi dei suoi testi. Da allora il prisma è diventato sinonimo dei Pink Floyd, rendendo questa copertina una delle più amate e celebrate al mondo. Inoltre, il disco è uno degli album più venduti di tutti i tempi.
7. Cyndi Lauper, ‘She’s So Unusual’ (1983)
Una copertina che rispecchia perfettamente il titolo dell'album. La posa eccentrica di Lauper e il suo abbigliamento originale, immortalati dalla celebre Annie Leibovitz sullo sfondo di Coney Island, a Brooklyn, sembrano dire: «Abbraccia la tua unicità, per quanto insolita possa essere».
8. Public Enemy, ‘Fear of a Black Planet’ (1990)
Con il suo stile afrofuturista, questa copertina ideata da Chuck D raffigura un pianeta nero che sovrasta la Terra. Affidata per la realizzazione finale all'illustratore della NASA B.E. Johnson, l'opera rispecchia i temi profondi e i messaggi incisivi dell'album.
9. Elvis Presley, ‘Elvis Presley’ (1956)
Il re del rock 'n' roll fece un ingresso fragoroso con questa copertina, anticipando di decenni London Calling dei The Clash con il suo verde acceso e il rosa fluo. L'energia grezza di questa immagine, che lo coglie mentre suona la chitarra, cattura l'essenza del rock 'n' roll e la presenta al mondo in modo indimenticabile.
10. N.W.A, ‘Straight Outta Compton’ (1988)
Questa copertina sprigiona brutalità e potenza allo stato puro. Con Eazy-E che punta una pistola verso chi guarda e il resto del gruppo che fissa freddamente l'obiettivo dall'alto, evoca la dura realtà del gangsta rap e resta una pietra miliare della sua storia.
11. The Beatles, ‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band’ (1967)
Giochiamo a «trova la celebrità»! I fan sono invitati a riconoscere i tanti personaggi famosi di questa copertina affollata e stravagante, in cui i Beatles indossano sgargianti uniformi militari. Tra i volti ci sono Marilyn Monroe, Bob Dylan, Marlon Brando e Sonny Liston. Oltre a essere una delle migliori copertine di sempre, è anche una sorta di «Dov'è Wally?» per gli appassionati di rock.
12. Nas, ‘Illmatic’ (1994)
Crescere è difficile, soprattutto a Queensbridge. Sovrapponendo l'immagine di Nas da bambino a quella del suo quartiere, questa copertina crea un ponte metaforico tra l'innocenza dell'infanzia e la cruda realtà dei suoi testi. È come sbirciare nell'annuario scolastico di un rapper: tanta ambizione, con un pizzico di nostalgia.
13. Hole, ‘Live Through This’ (1994)
Quando il ballo di fine anno incontra il punk rock. Questa iconica copertina grunge, con una reginetta di bellezza sconvolta, rispecchia l'energia caotica e ruvida degli anni '90. È un magnifico disastro, un po' come provare a mettere l'eyeliner liquido per la prima volta.
14. Nirvana, ‘Nevermind’ (1991)
Neonati e banconote: un inseguimento sott'acqua tanto intrigante quanto metaforico. Questa copertina, che mostra un neonato intento a nuotare verso un dollaro, potrebbe essere una critica ai prestiti studenteschi davvero precoce, in tutti i sensi. Non c'è da stupirsi che resti una delle migliori copertine di sempre!
15. Kendrick Lamar, ‘To Pimp a Butterfly’ (2015)
Festa alla Casa Bianca, siete tutti invitati! Ma un momento... quello in basso è un giudice? Gioiosa e provocatoria al tempo stesso, l'immagine ritrae uomini neri a torso nudo che festeggiano davanti all'edificio simbolo degli Stati Uniti. Un capolavoro contemporaneo che mescola euforia, polemica e un pizzico di «ma che sta succedendo?».
16. The Clash, ‘London Calling’ (1979)
I punk rocker hanno scelto di rendere omaggio a Elvis Presley con stile, colori vivaci e un tocco di sfida. La copertina è un'esaltante ode al re del rock 'n' roll e mostra una chitarra mentre viene fracassata. E anche se non è chiaro quante chitarre siano state danneggiate durante la sessione fotografica, questa leggendaria copertina vale ogni singola scheggia.
17. Santana, ‘Abraxas’ (1970)
Entra in un sogno psichedelico con questo dipinto dai colori vibranti. Ispirandosi all'Annunciazione biblica, ci presenta una Vergine Maria in chiave afrocentrica e un angelo decisamente incuriosito. È il tipo di copertina che ti aspetteresti da chi ha frequentato una scuola d'arte negli anni '70: astratta, vivida e piuttosto enigmatica.
18. Judas Priest, ‘British Steel’ (1980)
Allora, chi vuole provare a stringere una lametta senza sanguinare? Questa copertina d'impatto, metal fino al midollo, mostra una mano che afferra una lametta e basta a far rabbrividire chiunque. Decisamente inadatta ai deboli di cuore, ma del resto nemmeno l'heavy metal lo è.
19. Joy Division, ‘Unknown Pleasures’ (1979)
Decenni dopo, persino Topolino ha deciso di sfoggiare su una maglietta questo disegno delle onde radio di una pulsar. Con la sua serie di oscillazioni ritmiche, è un piacere per gli occhi e per le orecchie. Questa copertina fa venire voglia di immergersi nei ritmi, o magari in un libro di fisica.
20. Duran Duran, ‘Rio’ (1982)
Se c'è una ragazza che incarna gli anni '80, è proprio questa figura dipinta che danza sulla sabbia. L'opera, dal fascino irresistibilmente rétro, ti trasporta subito in un'epoca di colori fluo, fantasie vistose e ritmi carichi di sintetizzatori. Un vero ritratto di quegli anni in cui «i capelli erano voluminosi e i pensieri leggeri».
21. Miles Davis, ‘Bitches Brew’ (1969)
Quando pensi al jazz che si fonde con il rock sperimentale, potresti immaginare qualcosa di surreale, e la copertina di Bitches Brew non delude. Quest'opera ipnotica e onirica cattura i contrasti e le sfumature del suono rivoluzionario di Davis. In più, è un ottimo spunto di conversazione durante una cena tra amanti dell'arte.
22. Bob Marley & the Wailers, ‘Rastaman Vibration’ (1976)
Marley, con lo sguardo assorto e una mano sul mento, si staglia su uno sfondo rustico che ricorda un sacco di iuta. Le tonalità terrose dell'acquerello richiamano le sue melodie autentiche e piene d'anima. Se mai una copertina ti ha fatto venire voglia di rilassarti e lasciarti avvolgere dalla musica mentre rifletti sull'universo, è questa.
23. Ramones, ‘Ramones’ (1976)
Arrivati dal Queens con l'aria di chi è appena uscito da qualche rissa, i Ramones hanno definito l'atteggiamento punk. Jeans strappati, giacche di pelle e un'aura che urla: «Non ce ne importa niente, però magari comprate il nostro album». Se ti sei mai chiesto come perfezionare il look «mi sono svegliato così, e non è stato un bel risveglio», ecco la tua fonte d'ispirazione.
24. The Rolling Stones, ‘Sticky Fingers’ (1971)
Solo gli Stones potevano mettere una vera cerniera sulla copertina di un album e renderla intrigante. È provocatoria, sfacciata ed è una delle migliori copertine di tutti i tempi. Il tuo lato pratico, poi, potrebbe chiedersi se la cerniera funzioni davvero. Si apre e si chiude? Conduce in un'altra dimensione del rock?
25. David Bowie, ‘Aladdin Sane’ (1973)
Ecco il volto con il fulmine! Quando pensi a Bowie, è difficile non immaginare questo trucco elettrizzante. Il fulmine inconfondibile rappresenta il suo personaggio ultraterreno, ed è forse l'unica volta in cui qualcuno è riuscito a rendere chic una scarica elettrica sul viso. Se gli alieni facessero rock, avrebbero proprio questo stile.
La prossima volta che crei una copertina per una playlist Spotify, perché non aggiungere un tocco grafico ispirato a Bowie? L'universo ti ringrazierà.
26. Funkadelic, ‘One Nation Under a Groove’ (1978)

Questo capolavoro di funk psichedelico è ciò che succede quando catapulti Salvador Dalí nel bel mezzo di un concerto funk degli anni '70. La Terra che si scioglie, i musicisti alieni e l'atmosfera afrofuturista: ce n'è davvero tanto da osservare. Eppure, tutto racchiude alla perfezione il viaggio allucinato in cui ti porta l'album. E, diciamolo, ci ricorda anche che negli anni '70 era concesso tutto, comprese certe scelte di abbigliamento discutibili.
27. Grace Jones, ‘Island Life’ (1985)
Grace Jones sta facendo yoga? Ginnastica? Sta sfidando le leggi della fisica? Questa posa indimenticabile, quasi sovrumana, è opera nientemeno che di Jean-Paul Goude. Una lezione magistrale su come fondere l'eleganza con un atteggiamento da «so assumere pose incredibili che tu non sai fare, e nel frattempo sono anche favolosa».
28. A Tribe Called Quest, ‘The Low End Theory’ (1991)
Se i tuoi colori fluo stanno prendendo polvere, ecco il segnale che aspettavi per usarli. Questa immagine iconica di una donna ricoperta di pittura dai colori accesi è potente e magnetica. Più che una semplice copertina, è un omaggio ai colori afrocentrici, all'identità e alla capacità del fluo di far risaltare qualsiasi cosa.
29. Iron Maiden, ‘Killers’ (1981)
L'Eddie di Derek Riggs non è qui per aiutarti ad attraversare la strada. È qui per assicurarsi che tu non dorma mai più sonni tranquilli. Tra orrore, atmosfere da leggenda metropolitana e l'innegabile verità che infilarsi nei vicoli di notte non sia mai una buona idea, questa copertina è heavy metal allo stato puro. È come Halloween, ma per gli occhi e per le orecchie.
30. Janis Joplin, ‘Pearl’ (1971)
Janis, con il suo sorriso radioso, sembra la zia fantastica che hai sempre desiderato. Adagiata su un divanetto vintage e vestita in stile hippie, incarna il boho-chic degli anni '70. E se il bicchiere che tiene in mano richiama tristemente il suo tragico destino, la sua aura luminosa resta immortalata per sempre.
31. Bruce Springsteen, ‘Born in the U.S.A.’ (1984)
Bruce, o The Boss come lo conoscono in tanti, si presenta con jeans, maglietta bianca e l'immancabile bandiera americana sullo sfondo. Se esiste una guida su come indossare i jeans con l'eleganza di un modello da passerella mantenendo un'aria da operaio, è questa copertina. È immaginario americano, è rock, è... ma quello che spunta dalla tasca posteriore è un berretto rosso? Questa sì che è attenzione ai dettagli.
32. Aretha Franklin, ‘I Never Loved a Man the Way I Love You’ (1967)
Con questa copertina Aretha sembra dire al mondo: «Mi sono svegliata così». Nessun accessorio appariscente, nessuna estetica esagerata, solo sicurezza allo stato puro. L'inquadratura inclinata, il suo portamento regale: tutto è chic con assoluta naturalezza. Chi avrebbe detto che quell'effetto velato da vecchia Hollywood potesse funzionare così bene?
33. Rosalía, ‘El Mal Querer’ (2018)
Quando mescoli l'iconografia religiosa medievale con un tocco moderno, ottieni questa splendida copertina. È come se la Nascita di Venere avesse incontrato la cultura pop spagnola e insieme avessero dato vita a un'idea. Rosalía, nella sua veste bianca, sembra pronta a compiere un miracolo divino o a pubblicare il brano più travolgente dell'anno. Spoiler: ha fatto la seconda cosa.
34. Blondie, ‘Parallel Lines’ (1978)
Sono strisce pedonali? È un codice a barre? No, sono i Blondie che fanno magie in bianco e nero! Il mix perfetto tra estetica new wave e una Debbie Harry sempre impeccabile, in posa con un atteggiamento che dice: «Sono più cool di te, e lo so». E, sinceramente, chi potrebbe darle torto?
35. SOPHIE, ‘Oil of Every Pearl’s Un-Insides’ (2018)
Guarda SOPHIE su questa copertina: sembra un incrocio futuristico tra un personaggio di Blade Runner e una sirena dei miti antichi. Con un vistoso collare, guanti stravaganti e una gamba scintillante, ci fissa da un mare color lavanda dall'atmosfera onirica. Una copertina unica quanto il suono dell'album!
36. Sex Pistols, ‘Never Mind the Bollocks, Here’s The Sex Pistols’ (1977)
Quando i Sex Pistols piazzarono la parola «Bollocks» sulla copertina, i pezzi grossi britannici persero la calma. Ma sai una cosa? Proprio quello spirito ribelle rese la grafica leggendaria. Una curiosità: alcune pubblicità recitavano con sfacciata ironia «L'album è qui per restare. La copertina? Forse no».
37. Kenny Rogers, ‘The Gambler’ (1978)
Calandosi nei panni di un giocatore d'azzardo sui battelli fluviali, Kenny Rogers ha fatto centro con The Gambler. I fan non hanno saputo resistere alle melodie orecchiabili dell'album e alla sua copertina piena di nostalgia. Tra richiami al Far West, una sosia di Mae West e gentiluomini che fumano sigari, questa copertina è un delizioso tuffo nel passato americano!
38. Marvin Gaye, ‘What’s Going On’ (1971)
Questo intenso album di Marvin Gaye cattura un momento di profonda riflessione. La copertina bagnata di pioggia ritrae Gaye apparentemente assorto nei suoi pensieri, simbolo di un periodo in cui l'America affrontava la guerra e grandi sfide sociali. È uno sguardo pieno d'anima sul passato, che invita chi ascolta a riflettere insieme a lui.
39. Drake, ‘If You're Reading This It’s Too Late’ (2015)
Sorpresa! Drake ha pubblicato questo mixtape e i fan sono impazziti, non solo per i brani ma anche per la copertina dall'aspetto scarabocchiato. Quello stile è diventato rapidamente un meme virale, con i fan pronti a crearne la propria versione. Drake sa decisamente come attirare l'attenzione, online e non solo!
40. Bad Bunny, ‘Un Verano Sin Ti’ (2022)
Entra nel vivace mondo di Bad Bunny, anche se non parli spagnolo! Questa copertina, con i suoi delfini giocosi e il sole che sorge su una spiaggia di palme, anticipa gli alti e bassi emotivi dell'album. E quel cuore solitario con un occhio solo sulla spiaggia? Lascia intuire il mix di introspezione ed energia che troverai all'interno.
41. Kanye West, ‘My Beautiful Dark Twisted Fantasy’ (2010)
Qui Kanye ha fatto le cose in grande. Sostituendo il suo Dropout Bear con un'ambiziosa opera di George Condo, ha scelto una copertina intensa quanto i brani del disco. Controversa? Sì. Ma riesce a catturare la vastità del suo complesso universo mentale.
42. SZA, ‘SOS’ (2022)
In SOS, l'abbandono di SZA alla riflessione è evidente. La copertina la ritrae su un trampolino sopra l'acqua, con le gambe penzoloni, e richiama un'atmosfera ispirata alla principessa Diana, trasmettendo la sensazione di trovarsi sul bordo di qualcosa.
43. Metallica, ‘Master of Puppets’ (1986)
Master of Puppets dei Metallica racconta la violenza della guerra. Con spettrali mani rosse che manovrano le croci sottostanti, la copertina coglie l'essenza dei temi forti dell'album. È un duro richiamo al prezzo della guerra.
44. The Slits, ‘Cut’ (1979)

Le The Slits non cercavano approvazione. La copertina di Cut mostra tre donne fiere e ricoperte di fango. Come spiegò Viv Albertine, chitarrista della band punk, il loro obiettivo non era «attirare lo sguardo maschile», ma incarnare forza e resilienza. Missione compiuta.
45. Betty Davis, ‘They Say I’m Different’ (1974)
Negli anni '70, Betty Davis era la regina del funk di cui il mondo non sapeva di avere bisogno. La copertina del suo album They Say I’m Different dice tutto. Con un abbigliamento a metà tra una dea egizia e Barbarella, e stecche da biliardo impugnate come enormi bacchette, sprigiona una sicurezza tutta sua.
46. The Roots, ‘Things Fall Apart’ (1999)
I The Roots colpiscono forte con Things Fall Apart. E la copertina? Ancora di più. Mostra un'immagine sconvolgente scattata a Brooklyn all'epoca delle lotte per i diritti civili. Cruda e autentica, rispecchia le disuguaglianze affrontate nei testi del gruppo. Un impatto enorme!
47. Lana Del Rey, ‘Norman F–king Rockwell’ (2019)
Lana è su una barca a vela avvolta nella bandiera americana e se la gode accanto al nipote di Jack Nicholson. Con un titolo che esplode come un «KAPOW» da fumetto e le sue iniziali in un bellissimo carattere rétro, questa copertina richiama a gran voce l'immaginario americano classico. Semplicemente Lana, epica come sempre!
48. Joni Mitchell, ‘Hejira’ (1976)

Sulla copertina di Hejira, il suo album del 1976, Joni appare ben coperta davanti a un gelido lago del Wisconsin. Aggiungi una strada misteriosa che si fonde con la sua figura ed ecco la sensazione di viaggio senza fine che attraversa le sue canzoni. Semplice, ma profondo!
49. Madonna, ‘True Blue’ (1986)
La copertina di True Blue di Madonna, fotografata dal celebre Herb Ritts, non passa certo inosservata. Ritts ha collaborato con Madonna anche per altre copertine e ha diretto il video di Cherish. Il suo talento dietro la macchina da presa gli è valso persino un MTV Video Music Award, prima della sua scomparsa nel 2002.
50. Taylor Swift, ‘1989’ (2014)
La copertina di 1989 di Taylor ha un fascino tutto suo! Con la felpa in stile anni '80 e l'estetica da Polaroid, è un concentrato di gusto vintage. I fan di tutto il mondo l'hanno imitata, trasformandola in un fenomeno online. La musica di Taylor cambia, ma il suo status di icona non passa mai di moda.
Scopri se qualche suo brano è entrato nella lista delle 50 canzoni più iconiche di tutti i tempi secondo la scienza.
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